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A che punto siamo!

Dopo decenni di dominio incontrastato delle auto a combustione ci troviamo di fronte a quella che possiamo tranquillamente definire una rivoluzione.

L’avvento dei veicoli elettrici è pronto a diventare un fenomeno globale e a rivoluzionare la tecnologia del trasporto. In questo senso possiamo notare che tutte le case produttrici hanno abbracciato questa trasformazione e si stanno prodigando per lo sviluppo di nuovi modelli e nel miglioramento dell’autonomia della batteria, inoltre anche le grandi compagnie energetiche si stanno mobilitando per velocizzare lo sviluppo di numerosi nuovi punti di ricarica.

Nel tempo la previsione è che aumentando i modelli e le infrastrutture arriveremo ad una parità di costi tra auto elettriche e quelle a motore termico (situazione già presente in alcuni paesi del Nord Europa).

La e-mobility sta iniziando con tutti i vantaggi e gli svantaggi che si porta dietro, quindi adesso è il momento di valutare pro e contro di questa transizione.

In questa fase iniziale sussistono ancora problemi di fondo, per lo più esterni alla macchina, allo stato attuale siamo ancora lontani dal produrre energia elettrica in maniera sostenibile, infatti siamo sempre dipendenti dai combustibili fossili per la produzione, vanificando al momento l’impatto ecologico generato dai veicoli elettrici, ma decentralizzando l’inquinamento dai centri città.

 

 

La rete sarà stressata dalla variabilità nei carichi della rete elettrica, con flussi imprevedibili, perciò sarà importante bilanciare questi picchi, per arrivare in conclusione alla revisione della regolamentazione della rete considerando l’ingresso delle auto elettriche.

La mancanza di una standardizzazione delle tecnologie di ricarica e contemporaneamente l’assenza di una piattaforma per la contabilizzazione dei prelievi e dei dati economici deve essere migliorato quanto prima per non causare disservizi agli utenti e diseconomie per gli operatori.

Ad oggi non esiste ancora una completa standardizzazione delle tecnologie di ricarica, ma nemmeno una piattaforma universale per gestire la contabilizzazione dei prelievi e i correlati flussi economici.
Questo processo di convergenza delle soluzioni ad oggi sperimentate dovrebbe velocizzarsi quanto prima pena diseconomie per gli operatori e disservizi per gli utenti.

Ultimo problema è lo smaltimento delle batterie che presenta alti costi e alti rischi ambientali, pertanto è nata l’idea di programmare una seconda vita all’interno del sistema elettrico di elementi non più performanti, ma non esausti. In questo modo non sarà necessario smaltire immediatamente le batterie, ma anzi sarebbero utilizzate come una serie di accumulatori all’interno della rete per bilanciare le discontinue produzioni rinnovabili.

In conclusione, al netto dei vantaggi che la mobilità ecologica fornisce, sarà necessario risolvere al meglio i problemi sopra elencati al fine di unire la mobilità elettrica con il sistema elettrico. Ovviamente occorreranno sovvenzioni statali e un piano di sviluppo mirato per riuscire finalmente a realizzare una reale Rivoluzione elettrica.


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